C’è un’Italia che sperimenta, costruisce reti e cerca di trasformare la ricerca in motore di sviluppo. È l’Italia degli 11 ecosistemi dell’innovazione finanziati dal PNRR, un laboratorio diffuso che, tra il 2022 e il 2026, investe circa 1,5 miliardi di euro per avvicinare università, imprese e territori.
Al cuore di questa architettura c’è il modello hub & spoke: un’organizzazione che affida a un hub centrale (spesso un’università o un consorzio guidato da atenei) il compito di coordinare decine di spoke, ovvero nodi locali fatti di dipartimenti, centri di ricerca, aziende e istituzioni. Una scelta imposta dal governo – da applicare obbligatoriamente per la prima volta su scala nazionale – ma che ha aperto scenari inediti di collaborazione tra mondo accademico e organizzazioni del territorio.
Trascorsi due anni dalla costituzione degli ecosistemi, è stato avviato uno studio scientifico per comprendere le opportunità e le sfide comuni agli ecosistemi, proponendo una selezione di buone pratiche per supportare le azioni degli ecosistemi.
Lo studio è nato dalla collaborazione tra i docenti Lorenzo Compagnucci, Francesca Spigarelli (Università di Macerata, Dipartimento di Giurisprudenza), Donato Iacobucci, Francesco Perugini (Università Politecnica delle Marche) e Fabrizio Cobis (Ministero dell’Università e della Ricerca).
Una mappa nazionale dell’innovazione
Gli ecosistemi coprono l’intero territorio nazionale, toccando settori strategici: dalla transizione verde alle scienze della vita, dall’aerospazio alla silver economy, fino ai beni culturali e alla mobilità sostenibile. Gli ecosistemi sono VITALITYdel quale l’Ateneo maceratese è partner, MUSA, RAISE, Rome Technopole, Samothrace, ECOSISTER, THE, eINS, NODES, INEST e Tech4You.
Lo studio identifica tre forme di applicazione del modello hub & spoke: ci sono ecosistemi urbani, regionali e interregionali, con gli hub che fungono da “cabine di regia” e gli spoke che diffondono competenze e innovazione sul territorio.
Opportunità e sfide
Questi ecosistemi hanno già migliorato la collaborazione università–imprese, aprendo nuove traiettorie per il trasferimento della conoscenza e per la crescita economica locale.
Uno sguardo al futuro
Gli ecosistemi del PNRR rappresentano un unicum in Europa: un esperimento nazionale che prova a sistematizzare il rapporto tra ricerca pubblica e sistema produttivo e sociale. La posta in gioco è alta: non solo innovazione tecnologica ma anche resilienza economica, coesione territoriale e sostenibilità sociale.